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Strumento 15 agosto 2026 17 min di lettura

Esterometro e fatturazione con l'estero

Una fattura estera non arriva mai dallo SDI come quella di un fornitore italiano — arriva per email, in un formato che varia da paese a paese, e va classificata come TD17, TD18 o TD19 prima ancora di poterla registrare. FlowParse la legge, la distingue e prepara i dati per l'autofattura.

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Un mondo di documenti che non passa dallo SDI

Una fattura emessa da un fornitore italiano arriva già strutturata, con tutti i campi al loro posto, verificata dallo SDI prima ancora di raggiungere la tua contabilità. Una fattura da un fornitore tedesco, francese o statunitense non passa da nessuno di questi controlli — arriva come PDF, come email, in un formato che quel fornitore usa per i propri clienti in tutto il mondo, non pensato per il sistema fiscale italiano.

Questa pagina descrive come quelle fatture vengono lette, distinte dalle fatture italiane e classificate secondo il documento giusto — TD17, TD18 o TD19 — così che i dati per l'autofattura siano pronti prima ancora di aprire il gestionale, e senza dover ricostruire a memoria la regola giusta per ogni singolo fornitore.

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Perché una fattura estera è più difficile da gestire

Con una fattura italiana, il problema non è mai capire di che documento si tratta — lo SDI l'ha già instradata, verificata, etichettata. Con una fattura estera, il primo lavoro è proprio questo: capire se si tratta di un acquisto di beni o servizi, se il fornitore è UE o extra UE, e quindi quale documento serve per completare l'operazione dal lato italiano.

Fatto a mano, questo significa aprire ogni fattura, leggere la partita IVA del fornitore, capire il paese, verificare se si tratta di un bene o un servizio, e solo allora decidere se serve un TD17, un TD18 o un TD19 — un lavoro di classificazione che si ripete identico per ogni singola fattura estera, ed è esattamente il tipo di compito ripetitivo che diventa insostenibile con volumi anche modesti.

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Cos'è oggi l'esterometro

Il nome “esterometro” resta nell'uso comune, ma l'adempimento originale — una comunicazione trimestrale separata delle operazioni con l'estero — non esiste più dal 2022. Oggi le stesse informazioni vengono trasmesse tramite lo SDI, con documenti elettronici dedicati che sostituiscono la vecchia comunicazione a parte.

Il cambiamento non ha reso il lavoro più semplice, solo diverso: invece di raccogliere i dati per una comunicazione trimestrale, ora ogni fattura estera deve essere classificata e trasformata in un documento SDI al momento giusto, con scadenze proprie che corrono fattura per fattura invece che una volta ogni tre mesi.

TD17, TD18 e TD19: le tre casistiche

CodiceSi applica quando
TD17Servizio ricevuto da fornitore estero, UE o extra UE, in reverse charge
TD18Acquisto di beni da fornitore UE, integrazione intra UE
TD19Beni già presenti in Italia acquistati da fornitore extra UE senza stabile organizzazione (art. 17 c.2)

Tre codici, e una fattura estera qualsiasi rientra quasi sempre in uno di questi tre. La differenza tra loro non è cosmetica — determina quale documento va generato, con quali campi, e talvolta con quali tempistiche.

Cosa questo non fa, detto subito

Non emette l'autofattura

Prepara i dati — importo, aliquota, classificazione — che servono a generarla. L'emissione e l'invio tramite SDI restano un passaggio del tuo gestionale o del commercialista.

Non decide da solo il trattamento IVA

Classifica in base a indicatori oggettivi del documento. Un caso ambiguo o particolare resta una valutazione per il commercialista.

Non presenta nulla all'Agenzia delle Entrate

Legge documenti che esistono già. L'invio dei documenti SDI resta un'attività separata, con gli strumenti dedicati.

Non sostituisce la consulenza fiscale

Un caso limite — un fornitore con doppia natura, una fattura mista beni e servizi — merita sempre una verifica umana.

Quello che resta è deliberatamente stretto, ed è esattamente la parte che costa più tempo ogni mese: leggere e classificare fatture che non seguono nessuno standard italiano.

Cosa viene letto

CampoFonte
Numero, data ed importo fatturaFattura estera
Partita IVA e paese del fornitoreFattura estera
Descrizione del bene o servizioFattura estera
Aliquota o natura dell'operazione applicabileDa te indicata o dedotta
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Come si riconosce una fattura estera

Il riconoscimento non si basa su un'unica caratteristica, ma su una combinazione: una partita IVA che non segue il formato italiano, l'assenza di un riferimento SDI, spesso una lingua diversa dall'italiano. Nessuno di questi segnali da solo è definitivo — insieme, formano un quadro affidabile.

Il dettaglio completo di come funziona questo riconoscimento, incluso cosa succede quando i segnali sono ambigui, è nella pagina dedicata al riconoscimento delle fatture estere.

Dall'autofattura letta al documento da inviare

Un'autofattura è il documento che l'acquirente italiano genera al posto del fornitore estero, per completare un'operazione che altrimenti resterebbe fuori dal circuito SDI. I dati che servono a generarla — importo, aliquota, classificazione — sono esattamente quelli letti dalla fattura originale.

Preparare questi dati in modo strutturato, invece di ricopiarli a mano ogni volta, è dove si concentra il vero risparmio di tempo — l'emissione formale del documento resta un passaggio del gestionale, ma arriva già con tutti i campi pronti.

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La verifica aritmetica

Ogni fattura viene ricontrollata contro se stessa prima di essere considerata affidabile: la somma delle righe deve corrispondere all'imponibile, e l'imponibile più l'eventuale imposta deve corrispondere al totale dichiarato sul documento.

Se quel conto torna, c'è una conferma matematica che nessuna riga è stata persa o letta male. Se non torna, la fattura viene segnalata invece di essere inclusa in silenzio — proprio la differenza tra un dato su cui puoi contare e uno che sembra corretto per caso.

Intra UE ed extra UE: la differenza che conta

Un fornitore all'interno dell'Unione Europea e uno fuori dall'UE producono documenti che, a prima vista, si assomigliano — entrambi arrivano fuori dal circuito SDI, entrambi richiedono un'autofattura. Ma il trattamento IVA e la classificazione TD applicabile differiscono, e confondere le due categorie è uno degli errori più comuni.

Il paese del fornitore, letto dalla partita IVA o dall'indirizzo sulla fattura, è il primo segnale usato per distinguere le due categorie — mantenuto esplicito su ogni riga esportata, così che la distinzione non vada persa lungo il percorso.

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Un caso che confonde spesso: un fornitore con sede in Svizzera, che geograficamente è vicino e commercialmente si comporta come un partner europeo, è a tutti gli effetti extra UE ai fini di questa distinzione, con la propria classificazione TD19 — non TD18, che si applica solo ai fornitori effettivamente all'interno dell'Unione.

Le scadenze da rispettare

L'autofattura per un acquisto estero va generata entro termini precisi, tipicamente entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento estero — un termine che corre indipendentemente da quando hai effettivamente aperto e letto la fattura.

Un ritardo nella classificazione si traduce direttamente in un ritardo nel rispettare quella scadenza — motivo per cui leggere e classificare le fatture estere non appena arrivano, invece di accumularle, è una scelta che protegge dal rischio di una scadenza mancata.

La scadenza corre dal ricevimento, non dalla data di emissione della fattura estera — un documento emesso a fine mese ma ricevuto via email due settimane dopo sposta in avanti anche il termine per l'autofattura, un dettaglio che vale la pena registrare insieme alla fattura stessa, non ricostruire a memoria in un secondo momento.

Come funziona

1

Carica le fatture estere

PDF, scansione o email, da qualsiasi fornitore, in qualsiasi lingua o formato.

2

Ogni fattura viene letta

Importo, partita IVA, paese e descrizione del bene o servizio.

3

Classificazione TD17/TD18/TD19

In base al paese del fornitore e al tipo di operazione.

4

Verifica aritmetica

Ogni fattura ricontrollata contro se stessa prima di essere inclusa.

5

Esportazione

Excel, CSV o JSON, con ogni fattura classificata e pronta per l'autofattura.

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Un trimestre, classificato

Un'azienda con fornitori in Germania, Cina e Stati Uniti, un trimestre, 34 fatture estere. La classificazione, riassunta.

ClassificazioneFatture
TD18 — beni intra UE (Germania)19
TD17 — servizi extra UE (Stati Uniti)11
TD19 — beni extra UE già in Italia (Cina)4

34 fatture, tre paesi, tre classificazioni diverse, nessuna delle quali richiede una scelta manuale ripetuta ogni volta — il paese del fornitore e il tipo di operazione determinano la classificazione, verificabile in ogni riga esportata.

Le 19 fatture tedesche condividono la stessa classificazione TD18 non perché siano identiche, ma perché ognuna è stata letta e valutata individualmente contro gli stessi criteri — il risultato coincide, il processo che lo ha prodotto è ripetuto, non presunto.

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Errori comuni da evitare

Confondere una fattura intra UE con una extra UE per un fornitore con sede legale ambigua.

Classificare come TD17 un acquisto di beni che in realtà richiede TD18 o TD19.

Accumulare fatture estere per settimane prima di classificarle, perdendo la scadenza dell'autofattura.

Ignorare una fattura mista beni e servizi, che spesso richiede una scomposizione in due documenti.

Da una fattura a un anno intero

Una fattura estera al mese è un lavoro gestibile a mano. Trenta al mese, distribuite tra una dozzina di fornitori in paesi diversi, sono un lavoro che occupa una giornata intera solo per la classificazione, prima ancora di generare le autofatture.

Il metodo di lettura non cambia con il volume — la stessa classificazione si applica alla prima fattura e alla trecentesima. Quello che cambia è solo quante di quelle fatture meritano una verifica umana, che resta un numero ridotto se la soglia di confidenza è tarata bene.

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Confrontare un anno con il precedente

Oltre alla classificazione mese per mese, confrontare il volume e la composizione delle fatture estere di un anno con quello precedente rivela pattern che nessuna singola classificazione mensile mostrerebbe da sola — un aumento nei fornitori extra UE, una crescita del peso delle operazioni TD17 rispetto alle altre.

Quel confronto è possibile solo se ogni mese è stato classificato con la stessa struttura fin dall'inizio, invece di essere ricostruito in modi diversi a seconda di chi se ne è occupato quel mese.

Verso il tuo gestionale o il commercialista

I dati classificati sono pronti per essere importati nel tuo gestionale per generare l'autofattura, oppure inviati al commercialista in un formato che non richiede una nuova lettura manuale delle fatture originali.

Per uno studio che segue più clienti con fornitori esteri, la stessa struttura si ripete cliente per cliente, senza dover reimparare il formato di ogni singolo fornitore.

Integrazione tramite API per flussi automatizzati

Per un'azienda con un proprio sistema interno che già raccoglie le fatture estere su una cadenza regolare, la lettura e la classificazione sono disponibili anche tramite API — un processo notturno può recuperare i documenti in arrivo e restituire solo le eccezioni segnalate per una revisione il mattino successivo.

Questo elimina l'ultimo passaggio manuale del processo per chi ha già un sistema che raccoglie documenti su una pianificazione fissa — la classificazione diventa parte di quella pipeline invece di un'attività separata da ricordare.

Per chi è utile

Aziende con fornitori esteri

Ogni fattura classificata automaticamente, senza dover imparare TD17/TD18/TD19 a memoria.

Aziende import-export

Fatture intra UE ed extra UE distinte fin dalla lettura, con volumi anche elevati.

Studi commercialisti

La stessa classificazione applicata a più clienti, ciascuno con i propri fornitori esteri.

Chi ha appena iniziato a lavorare con l'estero

Un metodo strutturato dalla prima fattura, senza dover ricostruire la logica ogni volta.

Il fattore comune tra questi profili non è la dimensione dell'azienda o il numero di fornitori esteri, ma la ripetitività del problema — chiunque affronti la stessa classificazione più di qualche volta al mese trae vantaggio da un metodo che non richiede di reimparare le regole ogni volta che arriva un documento nuovo.

Cosa questo non è

Non è consulenza fiscale

Descrive pattern ricorrenti nella classificazione, non cosa richiede la tua situazione specifica. Quello lo decidi con il tuo commercialista.

Non è un sostituto del gestionale

È il livello che trasforma documenti in dati strutturati, non il grande libro o l'invio SDI stesso.

Non è una garanzia contro ogni errore

La verifica aritmetica intercetta le incongruenze numeriche. Se una classificazione è corretta nel merito resta una valutazione umana.

Privacy

Il caricamento avviene via TLS, sempre criptato.

L'elaborazione avviene su infrastruttura ospitata nell'UE.

I documenti originali vengono eliminati subito dopo l'estrazione.

I documenti non vengono mai usati per addestrare modelli AI.

Per uno studio commercialista che gestisce fatture estere di più clienti, questa protezione vale separatamente per ciascun cliente — dettagli sulla pagina sulla sicurezza.

Nessun documento caricato per un cliente resta accessibile o visibile quando si lavora sulle fatture di un altro — la separazione tra clienti non è solo una convenzione di come sono organizzati i file esportati, ma un vincolo applicato al momento dell'elaborazione stessa.

Domande frequenti

Classifica le tue fatture estere

Carica un trimestre reale di fatture estere e guarda la classificazione TD17/TD18/TD19 prima di pagare.

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